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Cos’è una campagna Google Ads , a cosa serve e come può aiutarti a trovare clienti
Tempo di lettura: 6 minuti
Aggiornato al 20 Ottobre 2026

Pubblicare annunci può sembrare complicato. Ecco cosa c’è da sapere su Google Ads per iniziare!

Cos’è una campagna Google Ads, in breve

Una campagna Google Ads è uno strumento pubblicitario a pagamento su Google che ti permette di mostrare i tuoi annunci — di testo, immagine o video — alle persone giuste, nel momento giusto: mentre cercano qualcosa di simile a ciò che offri, o mentre navigano su siti e app in linea con i loro interessi.

Paghi solo in base al risultato che scegli di ottimizzare (in genere il clic), non per la semplice visualizzazione dell’annuncio.

Come funziona una campagna Google Ads?

Google Ads è una piattaforma per pubblicare annunci pay per click (PPC) che offre diversi modi per raggiungere clienti:

  1. Rete di ricerca
  2. Rete Display
  3. Performance Max

la modalità Performance Max attualmente combina automaticamente tutte le reti Google (Ricerca, Display, YouTube, Shopping, Gmail, Maps) in un’unica campagna gestita dall’intelligenza artificiale

I primi due approcci restano le fondamenta da capire prima di qualsiasi altra cosa: funzionano in modo molto diverso tra loro, ma entrambi usano un sistema di offerta “pay per click” dove gli inserzionisti competono per mostrare i propri annunci a un pubblico selezionato. 

La struttura di un account Google Ads

Prima di scegliere su quale rete pubblicare i tuoi annunci, è utile capire come è organizzato un account Google Ads: account → campagne → gruppi di annunci → parole chiave e annunci.

Ogni campagna ha un proprio budget e un proprio obiettivo (è la scelta di rete di cui parliamo qui sotto); dentro una campagna, i gruppi di annunci raggruppano parole chiave e annunci tra loro coerenti — ad esempio, un hotel a Perugia potrebbe avere un gruppo dedicato a “hotel centro Perugia” e uno separato per “hotel Perugia con parcheggio”, ciascuno con annunci scritti su misura per quella ricerca specifica. Questa organizzazione è alla base sia del controllo del budget sia della qualità con cui Google giudica i tuoi annunci (il punto di cui parliamo qui sotto).

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La rete di ricerca di Google

La  rete di ricerca di Google ti permette di mostrare i tuoi annunci agli utenti che cercano attivamente le parole chiave che hai selezionato — è quindi lo strumento ideale per intercettare la domanda dei tuoi beni o servizi già esistente.

Ad esempio: se gestisci un’attività ricettiva a Perugia, potresti decidere di fare un’offerta per mostrare il tuo annuncio ogni volta che un utente digita la query “albergo in Umbria” o “dove dormire a Perugia centro“.

📌 Dato utile: il CTR medio (percentuale di clic per ogni volta che l’annuncio viene mostrato) sulla Rete di Ricerca si aggira intorno al 6,6%, ma varia molto in base al tipo di ricerca: sulle query di marca il CTR può superare il 15-20%, mentre su ricerche generiche resta più spesso tra il 2% e il 4%.

Gli annunci di testo sono contrassegnati da un tag  ‘Annuncio’ accanto all’URL (indirizzo) del sito e vengono mostrati da Google fra i risultati della ricerca organica, in alto o in altre posizioni della pagina.

Come Google decide quale annuncio mostrare (e quanto ti costa)

Google Ads funziona come un’asta, ma non vince semplicemente chi offre di più. Ogni volta che un utente effettua una ricerca, Google calcola l’Ad Rank di ogni inserzionista in gara, moltiplicando l’offerta (quanto sei disposto a pagare per clic) per il Quality Score — un punteggio da 1 a 10 che misura quanto il tuo annuncio, la tua parola chiave e la tua landing page sono pertinenti rispetto alla ricerca dell’utente.

📌 Dato utile: un Quality Score alto può farti pagare meno per la stessa posizione — è per questo che due inserzionisti con la stessa offerta possono avere costi per clic molto diversi, e perché curare la pertinenza tra parola chiave, annuncio e landing page non è solo una questione di conversioni, ma anche di budget.

La Rete Display di Google

La Rete Display di Google funziona in maniera opposta rispetto alla Ricerca. Invece di mostrare annunci a chi sta cercando attivamente un prodotto, inserisce annunci display su banner pubblicitari nei siti web che Google ritiene pertinenti al tuo target — il cosiddetto “mercato freddo”, cioè persone che non stanno ancora cercando ciò che offri, ma potrebbero esserne interessate.

Ecco perché il confronto diretto tra le due reti va letto con attenzione: un CTR più basso sulla Display non significa che funzioni peggio, significa solo che ha un obiettivo diverso.

CTR medio Rete di ricerca e Rete Display - grafico Creacity

Perché dovresti comunque usare la Rete Display?

Non sempre le persone sanno subito quello che vogliono. Gli annunci display possono aiutarti a raggiungere quei clienti che altrimenti non effettuerebbero mai attivamente una ricerca che li porti a scoprire la tua azienda, attraverso la strategia che viene definita Remarketing dinamico.

La Rete Display copre oggi oltre il 90% degli utenti internet su più di 2 milioni di siti e app — una copertura che nessun’altra rete pubblicitaria può offrire a costi comparabili.

Il caso in cui la Display rende davvero di più, però, è il retargeting: mostrare annunci a persone che hanno già visitato il tuo sito.

📌 Dato utile: Dato utile: secondo un’analisi di Invesp, il CTR medio degli annunci di retargeting è dello 0,7%, circa 10 volte superiore rispetto allo 0,07% medio degli annunci display standard rivolti a un pubblico “freddo” — un divario enorme, spiegabile dal fatto che il retargeting si rivolge a persone che hanno già mostrato interesse.

Fonti:

49 Retargeting Statistics You Need to Know (2026 Update)
Display Advertising Benchmarks 2026: 150+ Data Points

In questo tipo di pubblicità, gli utenti non stanno cercando attivamente ciò che tu vuoi vendere o proporre e per questo potrebbero essere meno propensi a fare clic sugli annunci/banner pubblicitari.

Per approfondire: Pubblicità Retargeting: ricorda ai tuoi clienti di ricordarsi di te!

La domanda che probabilmente ti stai ponendo a questo punto è:

Devo utilizzare proprio Google Ads?

Esistono altre piattaforme per pubblicare annunci a pagamento: Facebook e Instagram Ads, LinkedIn Ads, ma anche Pinterest con i suoi Promoted Pins.

Google Ads non è nemmeno l’unica piattaforma pubblicitaria per i motori di ricerca: anche Bing Ads (oggi Microsoft Advertising) è un’alternativa valida, spesso con costi per clic inferiori proprio per la minore concorrenza.

Detto questo, Google Ads resta uno dei modi migliori per raggiungere il tuo pubblico di destinazione attraverso i motori di ricerca — è, di fatto, il principale strumento di SEA (Search Engine Advertising).

Per approfondire: Cos’è la SEA e quale differenza c’è con la SEO?

Cosa è cambiato rispetto a qualche anno fa

La differenza più importante rispetto al passato è il peso crescente dell’automazione. Con Performance Max, l’algoritmo di Google decide in autonomia su quale rete mostrare l’annuncio, in base a cosa converte meglio per il tuo obiettivo — spostando il lavoro dell’inserzionista dalla scelta manuale delle reti alla qualità degli asset (testi, immagini, video) forniti al sistema.

Questo non significa che capire la differenza tra Ricerca e Display sia diventato inutile: al contrario, restano le due logiche di fondo su cui si basa anche l’automazione, ed è più facile valutare se una campagna Performance Max sta funzionando bene se conosci il comportamento atteso di ciascuna rete.

Nella pratica non è semplicissimo fare un uso realmente fruttuoso delle campagne Ads senza l’aiuto di un esperto — a volte anche i professionisti del digital marketing faticano a ottenere contatti (lead) e nuovi clienti. Se vuoi gestire in autonomia le tue campagne, un buon punto di partenza è la nostra guida con i consigli pratici per impostarle al meglio, dalla scelta degli obiettivi alle parole chiave negative.

Dedica tempo e impegno a scoprire Ads e monitora i tuoi primi risultati per aggiustare il tiro evitando di sprecare i tuoi soldi.

Se invece vuoi una mano per la gestione degli annunci, chiedi a noi!

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Nessuna sostanziale: è lo stesso prodotto. Google ha rinominato AdWords in Google Ads nel 2018, ampliando nel frattempo le funzionalità disponibili (Performance Max, Demand Gen e l'automazione basata su AI sono arrivate dopo il cambio nome).

Dipende dall'obiettivo. Se hai bisogno di conversioni immediate da chi sta già cercando quello che offri, la Ricerca converte meglio. Se vuoi farti scoprire da chi non ti conosce ancora, o vuoi far tornare sul sito chi lo ha già visitato (retargeting), la Display è più indicata — e i due approcci spesso funzionano meglio insieme che separati.

Il CPC per un mercato locale come quello umbro è generalmente più contenuto rispetto a piazze molto competitive (grandi città, settori nazionali), perché la concorrenza sulle stesse parole chiave è minore. Il budget va comunque calibrato sull'obiettivo, non sulla zona geografica: una campagna di test locale parte in genere da qualche centinaio di euro al mese.

A differenza della SEO, Google Ads porta traffico da subito: gli annunci possono comparire nel giro di ore dall'attivazione. Servono però alcune settimane di raccolta dati prima che l'algoritmo (e tu) possiate capire davvero cosa funziona e ottimizzare di conseguenza.

Puoi sicuramente iniziare da solo per fare pratica, soprattutto su piccoli budget di test. Man mano che il budget cresce, però, cresce anche il rischio di sprecare risorse senza un monitoraggio costante — è lì che il supporto di chi segue campagne ogni giorno inizia a fare la differenza reale sul ROI.

Possiamo seguire le tue campagne Google AdWords a Perugia, in Italia o all'estero

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Chi ha scritto questo articolo

Alan Casarelli

Founder & Web Developer
Sono Alan Casarelli, fondatore di CreaCity. Dopo aver studiato Ingegneria e Fisica (una sola materia complicata non bastava) mi sono detto “Troppo facile, meglio buttarsi nel web design!” Da quasi vent'anni aiuto aziende e professionisti a costruire una solida e fruttuosa presenza digitale con Siti web personalizzati e ottimizzati, Strategie SEO e Campagne di marketing online. Sul blog? Scrivo di ciò che funziona davvero, zero marketing da guru.
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