Quali sono i elementi fondamentali di account Google Ads? Scoprilo in questo articolo, aggiornato alle ultime novità della piattaforma.
I 6 componenti fondamentali di un account Google Ads
La struttura di un account Google Ads è una gerarchia di livelli che serve ad organizzare alcuni aspetti importanti: come il budget viene distribuito e quali annunci compaiono per quali ricerche.
Questi livelli sono sei:
- Campagne
- Gruppi di annunci
- Parole chiave
- Parole chiave negative
- Annunci e asset
- Pagine di destinazione
Una struttura dell’account ordinata alza il punteggio di qualità, e un punteggio alto significa, prima di tutto, pagare meno per ogni clic.
Per approfondire: Come si crea una campagna su Google?
Come è fatto un account Google Ads
Prima di creare una campagna di annunci su Google conviene capire come è organizzato l’account. della piattaforma Ads.
Al livello più alto c’è l‘account. Qui si impostano le cose che valgono per tutto: metodo di pagamento, monitoraggio delle conversioni e un elenco di parole chiave negative comuni a tutte le campagne.
Sotto l’account trovi i sei componenti/elementi che adeso vedremo uno ad uno.
1. Campagne
La campagna è il livello in cui decidi quanto spendere e con quale obiettivo. A questo livello imposti:
- il budget giornaliero;
- il tipo di campagna (Rete di ricerca, Performance Max, Shopping, Demand Gen, Video…);
- la strategia di offerta (per esempio Massimizza le conversioni o CPA target);
- zone geografiche, lingue e orari.
Un account di piccole o medie dimensioni ha di solito poche campagne, ognuna dedicata a un’area precisa. Una regola utile: crea una campagna separata ogni volta che vuoi un budget separato.
📌 Esempio: un’azienda che vende prodotti elettronici potrebbe strutturare ogni campagna su una macro categoria di prodotti (telefoni, televisori, fotocamere), ciascuna con un budget dedicato: così si può decidere quanto investire su ogni linea di prodotto in modo indipendente, e capire subito quale rende di più.
2. Gruppi di annunci
Dentro ogni campagna ci sono i gruppi di annunci. Ogni gruppo raccoglie parole chiave e annunci su un tema più ristretto di quello della campagna.
📌 Esempio: la campagna “Televisori” potrebbe avere tre gruppi: TV OLED, TV 55 pollici, Smart TV economiche. Ogni gruppo avrà annunci scritti appositamente per quella specifica ricerca.
Non esiste un numero “giusto” di gruppi. Però troppi gruppi frammentano i dati: ogni gruppo riceve pochi clic, e l’algoritmo di Google impara più lentamente.
Come riferimento pratico:
- 5-20 parole chiave per gruppo, tutte strettamente collegate; 10-20;
- se un annuncio non va bene per tutte le parole chiave del gruppo, il gruppo va diviso.
3. Parole chiave
Le parole chiave dicono a Google per quali ricerche mostrare i tuoi annunci.
Quello che l’utente scrive su Google si chiama termine di ricerca (o query). Google lo confronta con le tue parole chiave: se corrispondono, l’annuncio può entrare nell’asta.
I tre tipi di corrispondenza
Il tipo di corrispondenza stabilisce quanto il termine di ricerca può essere diverso dalla tua parola chiave.
Il punteggio di qualità
Ogni parola chiave ha un Punteggio di qualità da 1 a 10. Google lo calcola su tre fattori:
- CTR previsto: quanto è probabile che l’annuncio venga cliccato;
- pertinenza dell’annuncio: quanto il testo corrisponde alla ricerca;
- esperienza sulla pagina di destinazione: quanto la pagina è utile e coerente.
Perché conta? Perché a parità di offerta, un punteggio più alto ti fa pagare meno per clic e ti dà posizioni migliori. Una struttura ben organizzata migliora tutti e tre i fattori.
📌 Aggiornamento importante: oggi i tipi di corrispondenza disponibili sono solo tre — generica (broad match), a frase (phrase match) ed esatta (exact match). Il “modificatore di corrispondenza generica” (broad match modifier), citato spesso nelle guide meno recenti, è stato definitivamente rimosso da Google a luglio 2021: le sue funzionalità sono confluite nella corrispondenza a frase, che oggi è più estesa di un tempo.
È fondamentale condurre ricerche approfondite sulle parole chiave, acquisire una comprensione concreta dei tipi di corrispondenza possibili e dedicare tempo al perfezionamento e all’ottimizzazione della strategia delle parole chiave nel tempo.
4. Parole chiave negative
Le parole chiave negative fanno l’opposto delle parole chiave: impediscono all’annuncio di comparire per ricerche che non ti interessano. Sono spesso trascurate, ma sono il modo più rapido per smettere di sprecare budget. Diventano indispensabili se usi la corrispondenza generica.
📌 Esempio pratico: per la campagna “Televisori” dell’esempio al punto 1, parole chiave negative tipiche potrebbero essere “riparazione”, “usato”, “smaltimento”, “manuale istruzioni” — ricerche che attivano l’annuncio ma raramente portano a una vendita.
Puoi inserirle a livello di account (fino a 1.000), di campagna o gruppo, in elenchi condivisi e, dal 2025, anche nelle campagne Performance Max (fino a 10.000).
Aggiorna con costanza il tuo elenco di parole chiave negative e controlla periodicamente il rapporto sui termini di ricerca per identificare nuovi termini da escludere.
📌 Da sapere: Le negative non includono varianti, plurali e sinonimi. Se escludi “usato”, devi escludere anche “usati” e “usata”.
5. Annunci e asset
L’annuncio è il testo che l’utente vede quando cerca su Google.
Dal 2022 il formato standard è l’annuncio adattabile della rete di ricerca (RSA). Non scrivi più un annuncio fisso: fornisci più titoli e descrizioni, e Google li combina mostrando le combinazioni che funzionano meglio.
Come scrivere annunci che funzionano
- Metti la parola chiave principale in almeno 2-3 titoli
- Varia i messaggi: prezzo, vantaggio, garanzia, invito all’azione. Titoli simili tra loro non servon
- Punta a un’efficacia dell’annuncio “Buona” o “Ottima”: è l’indicatore che Google mostra accanto a ogni RSA
- Usa il blocco (pin) con moderazione: fissare un titolo in prima posizione è utile per il brand, ma riduce le combinazioni possibili
È importante seguire le Linee guida di Google Ads per ottenere l’approvazione dei tuoi annunci, eseguire nel tempo dei test A/B e mettere bene in evidenza i vantaggi della tua offerta per battere la concorrenza.
Gli asset (ex estensioni)
Gli asset aggiungono informazioni all’annuncio e lo rendono più grande e visibile. Ecco quelli da attivare quasi sempre:
- Sitelink: link ad altre pagine del sito;
- Callout: brevi frasi come “Spedizione gratuita”;
- Snippet strutturati: elenchi di servizi, marche, modelli;
- Chiamata e luogo: per attività locali;
- Immagini: rendono l’annuncio più riconoscibile.
6. Pagine di destinazione
La pagina di destinazione (landing page) è la pagina in cui arriva l’utente dopo il clic. È anche il punto in cui molte campagne perdono soldi: il clic lo hai già pagato, e se la pagina non convince, quel costo è sprecato.
Una buona landing page per Google Ads:
- mantiene la promessa dell’annuncio: se l’annuncio parla di “TV OLED 55 pollici”, la pagina mostra TV OLED 55 pollici, non la home;
- si carica in fretta, soprattutto da smartphone;
- ha un solo obiettivo chiaro: acquisto, chiamata o richiesta di preventivo;
- mostra elementi di fiducia: recensioni, garanzie, contatti, prezzi chiari;
- ha il monitoraggio delle conversioni attivo e funzionante.
L’esperienza sulla pagina di destinazione è uno dei tre fattori del Punteggio di qualità. Migliorare la landing abbassa il costo per clic, oltre ad aumentare le conversioni.
👉 Approfondisci: Quanto costa una landing page
Cosa è cambiato con l’AI di Google
La struttura in sei livelli resta valida. Però negli ultimi anni Google ha affidato sempre più decisioni all’automazione. Tre cambiamenti incidono direttamente su come organizzi l’account.
Meno frammentazione, più dati
Le strategie di offerta automatiche (Smart Bidding) imparano dalle conversioni. Più dati ricevono, meglio funzionano. Per questo oggi si preferiscono account consolidati, con meno campagne e gruppi più ampi, rispetto alle strutture iper-frammentate di qualche anno fa.
AI Max per le campagne sulla rete di ricerca
AI Max è un’opzione attivabile sulle campagne di ricerca. Può:
- mostrare gli annunci per ricerche oltre le tue parole chiave;
- adattare i testi dell’annuncio alla ricerca;
- inviare l’utente a un’altra pagina del sito se la ritiene più pertinente.
Può portare nuovi clienti, ma riduce il controllo. Se la attivi, parole chiave negative, esclusioni di URL e controllo dei termini di ricerca diventano ancora più importanti.
Le conversioni sono la base di tutto
Senza un monitoraggio delle conversioni corretto, l’automazione ottimizza alla cieca. In Italia e nell’UE serve anche il Consent Mode v2, collegato al banner cookie: senza, Google riceve molti meno dati e le campagne rendono peggio.
Gli errori più comuni
❌ Una sola campagna con dentro tutti i prodotti e un solo budget.
❌ Gruppi di annunci con decine di parole chiave non collegate tra loro.
❌ Corrispondenza generica senza parole chiave negative.
❌ Non guardare mai il rapporto sui termini di ricerca.
❌ Tutti gli annunci che portano alla home page.
❌ Smart Bidding attivo senza conversioni tracciate o con il Consent Mode non configurato.
Quanto costa una campagna Google Ads
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Non c'è un numero fisso: dipende da quante linee di prodotto/servizio distinte offri e da come vuoi ripartire il budget tra loro. Il criterio guida è la chiarezza: se fai fatica a spiegare in una frase l'obiettivo di una campagna, probabilmente andrebbe divisa in due.
Indicativamente tra 10 e 20, tutte molto pertinenti tra loro. Gruppi più ristretti e tematici (anche solo 5-8 parole chiave strettamente collegate) tendono a ottenere annunci più pertinenti e Punteggi di Qualità più alti rispetto a gruppi ampi e generici.
È un punteggio da 1 a 10 che Google assegna a ogni parola chiave in base a pertinenza dell'annuncio, CTR atteso ed esperienza della pagina di destinazione. Un punteggio alto abbassa il CPC necessario per ottenere la stessa posizione in asta: in pratica, una struttura d'account ben organizzata fa risparmiare denaro, non solo migliorare i risultati.
No: è stata rimossa da Google a luglio 2021 e non è più utilizzabile. Se gestisci un account creato prima di quella data, le parole chiave che la usavano si comportano oggi automaticamente come corrispondenza a frase.
Dipende dalla fase della campagna. In fase di test, una corrispondenza più ampia aiuta a scoprire nuove query rilevanti (da monitorare col rapporto sui termini di ricerca); una volta raccolti dati sufficienti, restringere verso la corrispondenza a frase o esatta sulle parole chiave che convertono meglio riduce gli sprechi.








