Sottodominio cos'è e a cosa serve
Tempo di lettura: 9 minuti
Aggiornato al 10 Dicembre 2023

Cos’è un sottodominio? E quando aggiungerlo a tuo sito web? Ne parliamo in questo articolo, con tanti esempi per capire.

Sottodominio cos’è?

Il sottodominio è parte di un dominio esistente e allo stesso tempo un spazio web autonomo.

Si tratta di una sezione del sito, creata a partire dal dominio principale utile a suddividere il sito web in sezioni o anche  per installare un nuovo sito web (autonomo, ma collegato al sito principale).

Il sottodominio è un’area separata dal sito web principale che è però anche parte del dominio esistente.

In base al posto che occupa nella struttura gerarchica del DNS (sistema dei nomi dominio) il sottodominio è anche definito dominio di terzo livello,

Nell‘indirizzo del sito web (URL), da destra a sinistra troviamo: il dominio di primo, secondo e terzo livello.

esempio sottodominio del sito web

Il dominio di terzo livello non è un elemento essenziale dell’ indirizzo URL.  Se esiste è collocato inserito prima del nome del sito principale:

Il sottodominio è un’informazione aggiuntiva che precede il dominio di secondo livello, separata dal punto.

Queste sono le caratteristiche principali del sottodominio:

Per creare un sottodominio devi disporre del dominio principale. Se sei il titolare di un nome dominio (perché lo hai registrato) puoi aprire uno o più sottodomini e assegnare loro liberamente un nome.

→Vuoi aggiungere un sottodominio al tuo sito web?

Sottodominio: quando è utile?

Se usato con consapevolezza un sottodominio può essere molto utile per ripartire e organizzare i contenuti del sito, ottimizzarne la struttura  e per migliorare navigabilità e usabilità dei contenuti.

Con un colpo d’occhio all’URL le persone possono già capire in che punto del sito si trovano e se la sezione che stanno per visitare è dedicata a un argomento particolare o a una funzione specifica.

Il sottodominio è utile quando quello che andrai ad installare in questo nuovo spazio ha una sua identità dal punto di vista logico e tecnico.

Puoi usare un sottodominio per creare una sezione del sito dedicata a uno scopo specifico, quando lo sviluppo di questa nuova area richiede:

  • l’installazione di un CMS  diverso da quello del sito principale;
  • lo stesso CMS, ma un tema diverso.

Anche da un punto di vista tecnico, quindi,  il sottodominio deve essere necessario altrimenti è più utile nella maggior parte dei casi usare una sottocartella.

L’utilità o meno del sottodominio dipende non solo dalla struttura logica del sito ma anche e dalla tecnica di sviluppo che andrai ad usare in questa nuova sezione.

Sottodominio a cosa serve?

Se vuoi creare un negozio online e da anni hai un sito aziendale installato nel dominio principale potresti scegliere di realizzarlo con un CMS diverso, oppure usando lo stesso CMS (ad esempio WordPress) ma con un tema diverso, adatto ai siti eCommerce. In questo caso è bene usare un sottodominio.

Un altro esempio:

per creare di una piattaforma eLearning ci sono CMS specifici. Per WordPress esistono temi specifici adatti all’apprendimento a distanza, qualora si voglia creare una piattaforma di apprendimento da zero o annettere un’area eLearning al sito WordPress esistente.

Altro caso è quello del forum annesso al sito. 

Il forum è una piattaforme dal design basilare ma estremamente funzionale realizzata con strumenti tecnici specifici: può avere annetterla al sito e collocarla in un sottodominio.

Il sottodominio è utile quando il progetto ha una propria individualità e richiede CMS, tecniche di programmazione o temi diversi rispetto al sito madre.

Se si installa lo stesso CMS del dominio madre, con gli stessi amministratori, tema e logo, allora non conviene affatto creare un sottodominio.

Creare un Sottodominio: sì o no?

Dipende! Dal legame logico e tecnico che il nuovo contenuto ha con il sito madre:

  • è molto vicino a quello che ha già? Inseriscilo in una sottocartella.
  • è qualcosa di  un po’ più distante e deve avere una propria identità? Meglio un sottodominio.
  • stai creando qualcosa di completamente diverso dal progetto iniziale? Usa un dominio nuovo e installa un nuovo sito web.

Il problema della multi-gestione del sito web

I siti installati nei sottodomini sono spazi autonomi e richiedono quella che potremmo definire pluri-gestione.

Installando più sottodomini dovrai gestire più siti che però non sono sincronizzati fra loro.

Questo può complicarti la vita in caso di modifiche alle parti comuni, come ad esempio logo, header o footer. ogni cambiamento dovrà essere replicato su tutti i sottodomini.

Sottodominio: esempi

Ecco alcuni casi in cui è utile aggiungere un sottodominio al sito web:

  1. Azienda con più sedi o filiali
  2. eCommerce annesso al sito
  3. Sito web multilingua
  4. Landing Page
  5. Area Test
  6. Versione mobile del sito web

1. Azienda con più sedi o filiali

Quando il sito web rappresenta un’azienda con più filiali o sedi ognuna di queste potrebbe avere bisogno di un sito autonomo.

In questo caso creando diversi sottodomini si avrebbero più siti web distinti ma collegati perché parte di un unico progetto.

2. eCommerce annesso al sito

Lo shop online di un azienda che ha già un sito web può essere messo in un sottodominio ma è anche possibile inserirlo in una sottocartella del dominio principale.

La scelta fra le due alternative dovrebbe essere valutata bene, perché coinvolge diversi aspetti relativi alla gestione e comporta diverse conseguenze sulla SEO del sito.

3. Sito web multilingua

Le varie lingue di un sito web potrebbero corrispondere ad altrettanti sottodomini.

Il sito può essere tradotto o, in alternativa, si può installare ogni versione in un sottodominio.

Questa seconda possibilità comporta alcuni svantaggi legati alla gestione dei siti web che sono installati nei sottodomini:

  • necessità di gestire più siti (tanti quanti sono le lingue) che non sono sincronizzati fra loro.
  • problema delle modifiche alle parti comuni del sito (per esempio il logo o il footer) che devono essere effettuate separatamente su tutti i siti/sottodomini.

Oggi tutti i CMS come WordPress gestiscono facilmente il sito multilingua: qualcuno in modo nativo, altri con installazioni di plugin o moduli e quindi nella maggior parte dei casi, non ha senso complicarsi la vita usando il sottodominio.

4. Landing page

Anche una landing page può essere collocata in un sottodominio.

In questo modo, pur mantenendo un collegamento con il sito principale si può avere libertà nel design che potrebbe essere anche non in linea con il resto della grafica.

Ogni scelta estetica che riguarda il sito è comunque da valutare con attenzione in modo da non compromettere la coerenza del progetto.

Una landing page è prima di tutto il punto di atterraggio di una campagna annunci ma potrebbe avere anche opportunità di posizionarsi naturalmente nella ricerca organica di Google. Se la Landing page si trova in un sottodominio diventa autonoma rispetto al sito web principale per quanto riguarda la SEO. Con tutti i pro e contro che questo comporta.

5. Area test

Un sottodominio potrebbe essere utile per creare un’ area test, in modo da sperimentare nuovi assetti tecnici o grafici del sito web senza danneggiarlo.

6. Versione mobile del sito web

Un sottodominio può essere usato anche per sviluppare la versione mobile del sito web.

Nella maggior parte dei casi, però, è preferibile creare un sito web responsive dotato di un design reattivo in grado di adattarsi alla navigazione da smartphone e altri device.

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Rilevanza del sottodominio per la SEO

La struttura del sito web influisce in modo significativo sul posizionamento dei suoi contenuti sui motori di ricerca.

Ma quale rilevanza può avere un sottodominio per la SEO del sito e come può influire sui posizionamenti nella ricerca organica?

I motori di ricerca considerano il sottodominio come un sito web completamente autonomo.

Il sottodominio non trasferisce la propria autorevolezza al sito madre (e viceversa).

Questo autonomia dal punto di vista della SEO può rappresentare uno svantaggio o anche un vantaggio:

  • nel caso di una penalizzazione del sottodominio da parte di Google, il dominio principale e gli altri sottodomini non sarebbero compromessi. E ovviamente lo stesso vale anche in caso contrario;
  • Grazie ai sottodomini il sito potrebbe comparire più di una volta tra i risultati  per una stessa ricerca e questo può significare maggiori visite;
  • sempre dal punto di vista SEO, i sottodomini possono essere utilizzati per creare contenuti ottimizzati che riguardano un particolare argomento/set di keyword con i relativi campi semantici.

Un sottodominio è utile per la SEO del sito?

Un sottodominio può essere una buona scelta per la  SEO  e può avere un impatto importante sul rendimento del sito web nella ricerca organica.

Gli amministratori di siti web devono impostare una strategia SEO dedicata al sottodominio e considerarne l’impatto sul sito web principale.

Meglio un Sottodominio o una Sottocartella?

Oltre all’uso del sottodominio esistono anche altri modi per creare sezioni o spazi particolari del sito web, del sito come ad una o più sottocartelle (o subdirectory).

La questione del blog aziendale

La scelta fra sottodominio o sottocartella si pone spesso quando si parla del blog aziendale.

Quando si crea un blog annesso ad un sito web (quello che è viene definito “blog aziendale”), questo può essere posto all’interno di un sottodominio:

Il blog come Sottodominio:

il blog come sottodominio

In alternativa, il Blog può essere inserito in una sottocartella del sito principale.

Il blog come Sottocartella:

blog come sottocartella

Nella quasi totalità dei casi il blog aziendale sta bene in una sottocartella! Intanto perché non ha bisogno di un CMS diverso o di un tema diverso rispetto al sito principale.

Tutti i CMS possono essere usati per bloggare e qualsiasi tema prevede sempre tutte le funzionalità necessarie per farlo: uno spazio per i post, un archivio per gli articoli e per le categorie.

WordPress che nasce come strumento per fare blogging.

Ma come abbiamo visto nel paragrafo precedente, i motori di ricerca considerano il sottodominio e quello che vi è installato come un sito web del tutto nuovo.

Il blog aziendale nasce all’opposto per trasferire ranking al sito principale (si scrivono articoli per favorire il posizionamento e la visibilità del sito). Collocarlo in un sottodominio non avrebbe molto senso per la  SEO!

Anche quando viene posto in una sottocartella il blog (come si vede già dalla URL) è preceduto dallo slash e può avere visivamente e logicamente una propria identità.

Bisogna quindi ponderare bene e decidere caso per caso, magari con l’aiuto di un professionista.

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Cos'è un sottodominio, a cosa serve e quando può essere utile inserirlo nel sito web?
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