“Come essere in prima pagina su Google” è una buona domanda. Ma la risposta, negli ultimi due anni, si è decisamente complicata. Ecco tutto in questo articolo aggiornato
Risposta breve
Per arrivare in alto, in prima pagina su Google, puoi pubblicare annunci su Ads in modo da avere visibilità immediata, lavorare sulla SEO organica per guadagnare autorevolezza nel tempo, oppure ottimizzare i tuoi contenuti l’intelligenza artificiale generativa (GEO) per ottenere citazioni nelle risposte delle AI Overview di Google. Spesso, però, il successo deriva da un mix ben calibrato di tutte e tre le strategie.
Cosa troverai in questo articolo:
Perché la prima pagina conta ancora (ma non è più tutta la storia)
Chi cerca una risposta si ferma quasi sempre ai primi dieci risultati. Negli ultimi tempi, però, è cambiato lo scenario intero: da quando Google ha introdotto le AI Overview — il riquadro generato dall’intelligenza artificiale che risponde direttamente sopra i risultati organici — una parte crescente delle ricerche si chiude lì, senza che l’utente clicchi su nessun sito web o blog . È il fenomeno che gli analisti chiamano zero-click search.
Questo non significa che il posizionamento organico su Google non serva più: significa che oggi serve posizionarsi in diversi modi fra i risultati classici e nelle risposte che l’AI genera citando le fonti.
Google continua a premiare i siti veloci, affidabili e con contenuti utili. Ma va aggiunta una nuova regola al gioco: anche i motori generativi — Google AI Overview, ChatGPT, Perplexity, Copilot — usano il tuo contenuto per costruire le loro risposte. Se il tuo testo non è scritto in un modo che questi sistemi possano citarlo facilmente, resti invisibile anche quando, per quello che offri, saresti la fonte migliore.
Le tre vie per arrivare in alto su Google
Fino a qualche anno fa bastava ragionare su due canali: annunci e ricerca organica. Ora invece i canali per avere visibilità sono tre, e vanno trattati con lo stesso peso perché intercettano tre comportamenti di ricerca diversi:
- Annunci a pagamento su Google Ads – paghi per comparire subito, in cima ai risultati classici
- Contenuti organici (SEO classica) – costruisci autorevolezza nel tempo per comparire su Google senza pagare il clic
- Ottimizzazione per i motori generativi (GEO) – farsi citare dalle risposte che Google AI Overview, ChatGPT, Perplexity e Copilot generano direttamente per l’utente
Attualmente, la GEO non è più un canale sperimentale: è un canale con regole proprie, che va lavorato quanto gli altri due.
1. Gli annunci a pagamento
Restano un modo rapido per comparire in alto. A patto di avere budget: paghi per ogni clic, e la posizione dipende dall’asta cioè dalla cifra che offri, ma anche dalla pertinenza dell’annuncio e dalla qualità della pagina di destinazione.
Non tutti i tipi di campagna Ads servono a posizionare annunci nella pagina dei risultati di ricerca (SERP). Quelle giuste sono sostanzialmente due, più una terza che dal 2026 vale la pena conoscere:
Campagne sulla rete di ricerca: annunci testuali
Gli annunci di testo vengono collocati da Google fra i risultati della ricerca organica. Servono a intercettare le persone che stanno facendo ricerche per restituire come risultato in evidenza quello che offri — prodotti o servizi.
Campagne Shopping
Gli annunci Shopping sono una tipologia specifica dedicata agli eCommerce: permettono di mostrare le schede dei tuoi prodotti nella pagina dei risultati di ricerca e nella scheda Google Shopping.
Performance Max
Rispetto a qualche anno fa, Google ha spostato il proprio peso su un terzo formato: le campagne Performance Max, che uniscono in un’unica campagna rete di ricerca, Shopping, Display, YouTube e Gmail, lasciando all’algoritmo la scelta di dove e a chi mostrare l’annuncio.
Le campagne Performance Max non sostituiscono le campagne di ricerca pure che restano utili quando vuoi controllo diretto su quali query intercettare, ma oggi sono spesso il punto di partenza consigliato da Google.
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Cosa influisce positivamente sulla posizione degli annunci
L’asta è il principale sistema che Google usa per assegnare una posizione agli annunci. Lo spazio concesso dipende in primo luogo dalla tua offerta — la cifra massima che sei disposto a pagare per ogni clic — ma la posizione finale dipende anche da altri fattori:
- pertinenza dell’annuncio, a cui viene attribuito un punteggio di qualità;
- qualità della pagina di destinazione, che deve essere coerente con l’inserzione;
- competitività dell’asta;
- contesto di ricerca dell’utente — per posizionare gli annunci nella parte alta della prima pagina, in modo da massimizzare la visibilità e l’efficacia della campagna, vanno curati alcuni aspetti specifici:
- rilevanza delle keyword — scegli parole chiave pertinenti che rispecchiano il contenuto del tuo annuncio e le intenzioni di ricerca degli utenti
- qualità degli annunci — crea inserzioni coinvolgenti che descrivano chiaramente quello che offri, per incoraggiare le persone a cliccare
- estensioni degli annunci — usa le estensioni disponibili su Google Ads per offrire informazioni aggiuntive: recensioni del sito, link a pagine specifiche, informazioni di contatto
- punteggio di qualità — è un fattore cruciale per la posizione: miglioralo ottimizzando la pertinenza delle keyword, la qualità degli annunci e l’esperienza sulla pagina di atterraggio
- targeting — usa le opzioni di targeting geografico e demografico per concentrare il budget su chi è più probabilmente interessato e disposto a convertire
- strategia di offerta automatica — oggi Google consiglia quasi sempre la Smart Bidding (Massimizza conversioni, Target CPA, Target ROAS) al posto dell’offerta manuale sul CPC: l’algoritmo regola l’offerta in tempo reale in base a segnali che un gestore umano non può valutare campagna per campagna.
In sostanza si tratta di:
- ripartire bene il budget
- creare inserzioni di qualità
- settare bene i parametri delle campagne
- monitorarle con costanza
Con le campagne automatizzate il tuo controllo si sposta dall’offerta puntuale verso gli obiettivi che imposti e i dati di conversione che fornisci al sistema — capire questa differenza conta più che rincorrere il CPC clic per clic.
Una campagna Google Ads è un ottimo modo per ottenere rapidamente visibilità e clic, ma il budget difficilmente è illimitato: per questo va ripartito in modo strategico, concentrandosi su obiettivi specifici o limitando le campagne nel tempo, e sempre affiancato da una strategia SEO per posizionarsi nella ricerca organica in modo gratuito.
L’importanza di una buona landing page
Assicurati che la pagina di destinazione collegata al tuo annuncio sia pertinente, facile da navigare e offra un’esperienza utente ottimale: questo contribuisce a migliorare il punteggio di qualità e quindi il posizionamento dell’annuncio.
Nel caso di un annuncio Shopping l’inserzione dovrà essere collegata a una pagina prodotto ottimizzata.
Una campagna annunci su Google Ads è un ottimo modo per ottenere rapidamente visibilità e clic, ma una strategia ottimale di posizionamento dovrebbe prevedere anche la SEO.
2. SEO organica
Per quanto ricco il tuo budget possa essere difficilmente sarà illimitato. Per questo dovresti affiancare agli annunci una strategia SEO per posizionare keyword rilevanti in modo gratuito.
Una buona esperienza utente è alla base di tutto. Un sito lento, poco leggibile da mobile o con un’esperienza utente scadente non arriva in alto. Google indicizza prima la versione mobile del sito: se le pagine non si adattano bene allo smartphone, il posizionamento ne risente sia su mobile sia su desktop. Struttura e contenuti devono restare leggibili e navigabili anche sullo schermo più piccolo. Puoi verificarlo con gli strumenti gratuiti di Google per i Core Web Vitals e con il test di compatibilità mobile di Search Console.
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Un sito web performante e veloce
Un sito che agisce rispettando i parametri che Google ritiene essenziali per una esperienza di navigazione ottimale è indispensabile per iniziare la scalata della classifica dei risultati.
Difficilmente troverai in prima pagina su Google siti web o blog dalle scarse prestazioni tecniche, lenti nel caricare i contenuti o nell’interagire. Google ti viene in aiuto per valutare (e ottimizzare gli aspetti essenziali dell’esperienza utente: velocità di caricamento, la reattività delle tue pagine e la stabilità del layout).
Quanto conta l’esperienza sulle pagine per raggiungere un buon ranking?
Pagine mobile friendly
Google indicizza prima la versione mobile del sito e se le pagine non si adattano alla visualizzazione da cellulare potresti essere penalizzato nel posizionamento per entrambe le versioni: desktop e mobile.
Quindi il tuo sito deve essere navigabile in modo ottimale anche da smartphone. Struttura e contenuti devono adattarsi anche agli schermi più piccoli, con testi e immagini sempre leggibili e facili da consultare:
Prova anche a fare una verifica per capire se le tue pagine sono ottimizzate per mobile con Google search console.
Migliorare l’esperienza di navigazione è alla base di una buona strategia di posizionamento su Google. L’ottimizzazione delle prestazioni del sito deve essere gestita a partire da un’analisi preliminare (SEO Audit) in grado di individuare esigenze specifiche e margini di miglioramento.
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Contenuti ottimizzati per la SEO
Se la struttura e le performance del sito sono ottimizzate puoi pensare ad una SEO content strategy che possa aiutarti a volare alto, facendo “ciao” con la mano ai tuoi concorrenti.
Scegli le parole chiave giuste
Prima di tutto la ricerca delle keyword — ma di quelle giuste.
Una parola chiave è rilevante quando è un termine o una frase collegata alla tua attività e che rispecchia il modo in cui le persone cercano quello che offri. Non basta arrivare in alto: se scegli parole chiave non rilevanti, arrivi in alto per ricerche che non ti portano clienti.
Accanto alla rilevanza vanno valutati due parametri:
- Volume di ricerca — quante persone cercano quella parola o frase in un certo periodo: indica il livello di interesse degli utenti.
- Competitività — quanti altri siti cercano di posizionarsi per la stessa keyword: più è alta, più è difficile arrivare in prima pagina.
Una keyword con alto volume è di solito più difficile da posizionare; una con volume più basso è meno competitiva ma anche meno cercata.
Una cosa in più è cambiata: con l’AI Overview e i chatbot che rispondono a domande intere invece che a singole parole chiave, conviene ragionare anche per argomenti e intenti di ricerca, non solo per keyword isolate. Una pagina che risponde in modo completo a una domanda specifica — “quanto costa un sito eCommerce per un’azienda di 10 persone” — ha più chance di essere citata di dieci pagine ottimizzate ciascuna per una variante della stessa keyword.
Nota: per la ricerca keyword e per analizzare competitività e volume di ricerca oggi si usano più spesso strumenti come Google Search Console (dati reali, gratuiti, sulle query che già ti portano traffico), Semrush o Ahrefs per l’analisi della concorrenza e della difficoltà di posizionamento, e — novità del 2026 — strumenti di AI-visibility come Profound o Otterly, che monitorano quanto spesso il tuo brand viene citato nelle risposte generate dall’AI.
Box approfondimento – Volume di ricerca e Competitività delle parole chiave
Il volume di ricerca della parola chiave è il numero di ricerche che le persone fanno su Google per una specifica parola (o frase) in un determinato lasso di tempo. Questo parametro ti permette di valutare il livello di interesse degli utenti per una determinata parola chiave/ricerca (utile per te, come abbiamo detto!).
Accanto al volume di ricerca dovrai considerare anche la competitività che esiste per la keyword che ti interessa. La competitività si riferisce al livello di concorrenza tra i vari siti web che cercano di classificarsi su Google per una particolare parola chiave o frase chiave e influisce sulla difficoltà di posizionamento e quindi sull’opportunità o meno di arrivare in prima pagina per una data keyword.
Una parola chiave con un alto volume di ricerca sarà probabilmente più difficile da posizionare in alto, mentre una parola chiave con un volume di ricerca inferiore potrebbe essere meno competitiva (ma è anche meno cercata). Queste valutazioni sono essenziali per capire come muoversi e quali contenuti creare.
Ad ogni modo è preferibile affrontare keyword alla nostra portata. Ovviamente sarebbe meglio classificarsi per parole chiave ad alto volume di ricerca, ma quando questo non è possibile si può optare per il posizionamento di keyword “minori”, più specifiche e meno difficili da portare in alto.
Nel caso in cui una parola chiave sia particolarmente importante per la tua attività ma ardua da affrontare puoi pensare a una strategia di SEO Copywriting più articolata basata su cluster di contenuti.
Crea contenuti di qualità
Google premia i contenuti di valore: utili, affidabili, creati per aiutare le persone:
- Contenuti pertinenti – rispondono davvero all’intento di ricerca dietro la query dell’utente, non solo alla keyword in sé.
- Contenuti originali – testo e immagini inediti, con un valore aggiunto reale sull’argomento; contenuti copiati o duplicati rischiano penalizzazioni.
Nota bene: Se proponi contenuti copiati come blocchi di testo duplicati rischi di posizionarti male o addirittura di subire penalizzazioni da parte di Google.
- Contenuti approfonditi e interessanti – Pagine banali che trattano temi o questioni in modo superficiale hanno poche probabilità di ottenere una buona posizione su Google:
Importante: Offri sempre contenuti approfonditi e interessanti e assicurati che le tue pagine raggiungano lo standard di qualità EEAT di Google. Chiedi sempre a quale domanda cerchi di rispondere se il tuo contenuto tratta l’argomento in maniera dettagliata e completa.
- Contenuti freschi e aggiornati – un contenuto lasciato fermo per anni perde terreno sia in SERP sia nelle citazioni AI, che tendono a preferire fonti con una data di revisione recente e visibile. Anche questo articolo, prima di questa revisione, portava una data del 2024 — esattamente l’errore da evitare.
- Contenuti curati e senza errori – Crea le tue pagine in modo accurato, senza errori grossolani o info palesemente sbagliate o non verificate.
- Contenuti usabili –un contenuto pubblicato e poi abbandonato perde posizioni: rivedere periodicamente testi e dati conta quanto crearne di nuovi.
Box Approfondimento – Usabilità dei testi
Per Google (fonti ufficiali): “Tra contenuti simili hanno sempre la priorità i più accessibili e usabili”.
I tuoi contenuti dovrebbero essere usabili e accessibili cioè adatti alla consultazione di un pubblico vasto e variegato. In altre parole è bene essere compresi da tutti. La pagina web e i suoi elementi dovrebbero essere organizzati secondo una struttura logica che ne faciliti la consultazione: privilegiando la chiarezza e la fruibilità.
Nel caso specifico dei testi:
- dividi il contenuto in capoversi, usa gli spazi per dare respiro ai testi (e alle persone). Inserisci elenchi puntati per migliorare la leggibilità e varia opportunamente la grandezza dei caratteri.
- Inserisci il testo alternativo nelle immagini non solo per favorire il posizionamento sui motori di ricerca, ma soprattutto per aiutare gli screen reader per le persone ipovedenti a comprendere il contenuto.
- Puoi sfruttare la capacità che i titoli e sottotitoli (h1, h2, h3) di organizzare la struttura gerarchica.
Gli elementi SEO da ottimizzare
- Struttura dei contenuti – Usa una struttura ben definita per i tuoi contenuti, compresi titoli, sottotitoli e paragrafi e inserisci la Keyword in modo naturale.
- Ottimizzazione del titolo- Assicurati che il titolo della pagina sia accattivante e contenga la parola chiave/frase principale.
- Meta descrizione –Scrivi una meta descrizione coinvolgente per incoraggiare i clic degli utenti e inserisci la parola chiave anche qui.
- URL- Usa URL chiari, includi la parola chiave, se possibile. Qualcuno suggerisce di creare URL brevi e semplici, ma su questo non c’è univocità.
- Ottimizzazione delle immagini – Utilizza nomi di file descrittivi per le immagini e utilizza l’attributo “alt text” per descrivere l’immagine. Questo migliora l’accessibilità e aiuta Google a comprendere il contenuto). E ti fornisce un altro spazio per includere parole chiave pertinenti.
- Link interni, esterni, backlink – I tuoi contenuti dovrebbero essere collegati fra di loro tramite link interni e ad altre fonti autorevoli (link esterni). Sarebbe bene ricevere backlink da siti autorevoli dove scrivono esperti riconosciuti del tuo campo. Questo aiuta a migliorare l’autorevolezza del tuo sito agli occhi dei motori di ricerca.
- Monitoraggio e aggiornamento – Monitora le prestazioni del tuo contenuto utilizzando strumenti come Google Analytics e Search Console. Aggiorna regolarmente i contenuti per mantenerli freschi e rilevanti.
Box – Approfondimento: Ottimizzare i contenuti per la SEO
Come e perché (e come) ottimizzare i tuoi contenuti per la SEO? Occorre settare al meglio i parametri che favoriscono il posizionamento perché aiutano il motore di ricerca a comprenderli e quindi indicizzarli.
Seppure è vero che bisogna “scrivere per le persone e non per i motori di ricerca” (come ci suggerisce Google) il valore aggiunto di una buona ottimizzazione tecnica SEO sui contenuti non si può negare.
Se i tuoi contenuti sono ben fatti probabilmente otterranno una posizione di rilievo in modo naturale. Ma è comunque buona cosa ottimizzare i tuoi contenuti per aiutare Google a trovarli e comprenderli.
Intesa in questo modo “virtuoso” cioè come un supporto a Google per decodificare e indicizzare più rapidamente e meglio i tuoi contenuti la SEO è sicuramente utile e funzionale al tuo posizionamento su Google.
“La SEO può essere un’attività utile quando viene applicata ai contenuti pensati per le persone, anziché a quelli per i motori di ricerca”.
3. GEO: farsi citare dall’intelligenza artificiale
Il principio di fondo: un motore generativo non “legge” la tua pagina come un lettore umano, la scompone in blocchi di testo isolati e ne riusa i pezzi più chiari per costruire la propria risposta. Scrivere per essere citati significa rendere quei pezzi facili da isolare — è un lavoro editoriale e tecnico, non un capitolo a parte della SEO.
La differenza pratica rispetto ai primi due canali di promozione (SEO e SEA): qui non stai comprando una posizione (come con gli annunci) né scalando una classifica di link (come con la SEO organica). Stai convincendo un sistema che riassume automaticamente il web a scegliere proprio le tue parole come base della risposta che darà all’utente — con o senza link verso il tuo sito.
- Rispondi prima, spiega dopo – Metti la risposta diretta nelle prime righe di ogni sezione, poi sviluppa il ragionamento. Un paragrafo che parte con “dipende da molti fattori” prima di arrivare al punto è più difficile da citare di uno che apre con il dato o la risposta secca.
- Dai un nome e un volto a chi scrive – I motori generativi pesano molto l’affidabilità della fonte: una bio autore reale, con esperienza verificabile, e coerenza fra come il tuo brand viene nominato sul tuo sito e altrove (recensioni, articoli terzi, profili social) contano più di prima. Le menzioni “guadagnate” — un articolo di settore che ti cita, una recensione vera — pesano più di quanto scrivi su di te stesso.
- Aiuta le macchine a capire la struttura – I dati strutturati (schema markup: Article, FAQ, Organization, HowTo) non sono una novità, ma nel 2026 sono più importanti che mai perché danno ai sistemi AI un modo esplicito di capire di cosa parla la pagina, chi l’ha scritta e quando.
- Non bloccare i bot AI (se vuoi essere trovato) -Vale la pena controllare il file robots.txt del sito: se blocchi GPTBot, ClaudeBot o PerplexityBot per policy predefinita del tema o del plugin, quei sistemi semplicemente non possono leggerti. È una verifica tecnica di cinque minuti che molti siti aziendali si dimenticano di fare.
N.B. Nessuno di questi accorgimenti sostituisce la SEO organica: un sito lento, senza struttura o con contenuti superficiali non verrà citato da un’AI più di quanto si posizioni bene su Google. La GEO si costruisce sopra le stesse fondamenta — velocità, mobile, contenuti utili — aggiungendo la cura editoriale e i dati strutturati che servono a un sistema automatico per isolare e riusare le tue parole con fiducia.
In Conclusione,
- Gli annunci ti fanno comparire subito, a pagamento
- La SEO organica ti fa scalare la SERP nel tempo, gratis
- La GEO ti fa comparire dentro la risposta che l’AI scrive per l’utente, prima ancora della SERP
Sono tre lavori distinti, e nel 2026 nessuno dei tre può essere saltato.
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Il blog aziendale: un’opportunità di posizionarsi in prima pagina
Se non lo hai già fatto nella fase di sviluppo, puoi pensare di includere anche successivamente una sezione blog nel tuo sito web, in altre parole: puoi aprire un blog aziendale.
La combinazione sito+blog o sito eCommerce+blog ti permette di avere uno spazio dove di pubblicare con regolarità contenuti di valore, in grado di rispondere alle domande e alle curiosità dei tuoi potenziali clienti. Ci sono tanti benefici nel farlo!
Pubblicare articoli interessanti e ottimizzati per la SEO e per la GEO sul tuo blog aziendale con costanza e dedizione migliorerà i tuoi posizionamenti su Google. A patto di pubblicare contenuti di valore potrai comparire più spesso in prima pagina su Google.
Grazie ad una gestione strategica del tuo blog aziendale integrato nel tuo sito potrai:
- nutrire e far crescere la tua autorevolezza, agli occhi di Google e dei clienti
- posizionare pagine, tag e parole chiave nella pagina dei risultati
- comparire sempre più spesso in prima pagina con i tuoi contenuti!
I vantaggi di un blog sono tanti per ogni genere di sito ma aggiungere un blog al progetto può essere addirittura determinante nel caso di un eCommerce.
Nel caso di uno shop, sebbene si possa lavorare sull’ottimizzazione SEO delle schede prodotto, lo spazio di manovra per ottimizzare i contenuti è poco. In questo caso, arricchire il progetto con un blog può servire tantissimo ad aumentare il volume dei contenuti ottimizzabili e ottimizzati, con un ritorno importante lato SEO.
Per approfondire: Blog Aziendale: cosa serve e come farlo funzionare in 7 passaggi
Quanto costa un blog aziendale?
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Non sei ancora in prima pagina?
Se hai investito tempo e denaro per il tuo progetto web e non sei in prima pagina su Google, il
motivo può essere fra questi:
il tuo sito non offre una buona esperienza utente:
- non è responsive e ottimizzato per il mobile
- i contenuti principali delle pagine non sono facilmente individuabili e raggiungibili
- il sito reagisce lentamente alle richieste
- Ci sono troppi annunci che distolgono l’attenzione o interferiscono con i contenuti principali
- I contenuti si caricano lentamente
I contenuti che offri alle persone non sono SEO:
- non sono aggiornati, ben scritti e realmente interessanti
- non sono correttamente ottimizzati
- non sono basati su parole chiave rilevanti per la tua attività
Se i tuoi annunci non hanno una buona posizione in classifica:
- le tue campagne non sono ben gestite e ottimizzate
- non hai destinato il tuo budget alle parole chiave giuste
- i tuoi annunci e le pagine di destinazione non sono di qualità
Considera che per arrivare in prima pagina c’è ovviamente molta competizione: altri siti web hanno iniziato a costruire autorevolezza prima di te; i loro contenuti sono più interessanti, ben costruiti, numerosi e ottimizzati: i tuoi avversari spendono più soldi per fare pubblicità sui motori di ricerca (search engine advertising)
Per trarre il massimo profitto dal tuo progetto web hai bisogno che faccia bella mostra fra i primi risultati di Google per essere raggiunto da più persone.
Vuoi raggiungere la prima pagina di Google? Contattaci!
Come restare in prima pagina su Google
Il problema non è solo arrivare in prima pagina su Google ma conquistare una posizione stabile e mantenerla. Vale per la SERP classica quanto per le citazioni AI: un brand citato oggi da un’AI Overview può sparire dalla risposta nel giro di poche settimane, perché il modello riseleziona le fonti a ogni aggiornamento. Non è una posizione conquistata una volta per tutte
Alcune buone pratiche da mettere in atto:
- mantieni il tuo sito aggiornato e in buona salute
- tieni d’occhio la search console per capire se l’esperienza utente è ottimizzata e se le tue pagine funzionano al meglio
- monitora il rendimento delle tue keyword costantemente, per capirne la resa
- se hai campagne monitorale e ottimizzale costantemente
- arricchisci il tuo sito con contenuti di qualità ottimizzati per la SEO
- revisiona periodicamente contenuti, perché siano sempre freschi e attuali
- analizza le pagine del tuo sito e del tuo blog per assicurarti che i link interni ed esterni siano funzionanti e per ritoccare, se necessario i parametri della SEO;
Cosa monitorare/ Come
- Posizionamento organico Search Console, tool di rank tracking
- Salute tecnica del sito Core Web Vitals, Search Console
- Citazioni nelle risposte AI Tool di AI-visibility, verifiche manuali periodiche su ChatGPT/AI Overview
- Rendimento delle campagne Ads Monitoraggio CPC, punteggio di qualità, conversioni
Vuoi arrivare in prima pagina su Google?
